L’arrivo delle auto elettriche nelle flotte aziendali non cambia soltanto la scelta dei modelli. Cambiano anche le abitudini dei driver e, di conseguenza, il lavoro di chi quelle vetture deve gestirle.
La ricarica non è più legata a un solo luogo. Può avvenire mentre il dipendente è in ufficio, a casa, quando ci sono le condizioni per installare un’infrastruttura domestica, oppure durante gli spostamenti utilizzando la rete pubblica.
Per un’azienda è una differenza importante rispetto al rifornimento tradizionale. Inserire un’auto elettrica in car policy significa anche stabilire dove potrà essere ricaricata, quali soluzioni mettere a disposizione dei dipendenti e come controllare consumi e sessioni di ricarica quando il numero di veicoli comincia a crescere. In questo scenario il fleet manager assume un ruolo ancora più centrale.
La ricarica arriva sul posto di lavoro
La sede aziendale può diventare uno dei principali luoghi di ricarica per chi utilizza quotidianamente un’auto elettrica. Una vettura parcheggiata per diverse ore durante la giornata può infatti sfruttare quella sosta per recuperare autonomia. Per questo l’installazione di infrastrutture di ricarica presso uffici, stabilimenti o hub logistici entra sempre più spesso nelle valutazioni legate all’elettrificazione della flotta.
La ricarica in azienda può affiancarsi a quella domestica e a quella pubblica. Tre possibilità che non si escludono a vicenda e che rispondono a esigenze diverse. Un dipendente che percorre prevalentemente il tragitto casa-lavoro avrà abitudini differenti da chi trascorre gran parte della settimana in viaggio. Anche il numero di sedi, le percorrenze e la tipologia dei veicoli incidono sul modo in cui viene organizzata la ricarica. Per il fleet manager diventa quindi importante conoscere non soltanto quanti veicoli elettrici sono presenti in flotta, ma anche come vengono effettivamente utilizzati.
Ricariche e costi sotto controllo
Alla crescita della flotta elettrica corrisponde una quantità maggiore di dati da gestire. Oltre alle tradizionali informazioni relative a percorrenze e costi, entrano infatti in gioco le sessioni di ricarica, i kWh erogati e l’utilizzo delle infrastrutture da parte dei diversi driver.
Plenitude mette a disposizione delle aziende con flotte elettriche o hub logistici un servizio dedicato alle flotte, basato su app, tessere RFID e un portale di gestione. Attraverso quest’ultimo è possibile monitorare le ricariche effettuate, consultare gli indicatori disponibili ed esportare report e statistiche.
Il portale consente inoltre di creare gruppi personalizzati di driver o veicoli e di differenziare i centri di costo. Le tessere RFID possono essere associate al singolo dipendente oppure al veicolo, mentre per ogni driver possono essere impostate soglie legate a costo, durata della sessione e quantità di kWh erogabili.
Sono funzioni che diventano particolarmente utili nelle flotte più articolate, dove la rendicontazione delle ricariche può coinvolgere più reparti, sedi o categorie di utilizzatori.
Dalla sede alla rete pubblica
La ricarica aziendale, però, rappresenta soltanto una parte dell’utilizzo quotidiano. Chi viaggia per lavoro deve poter ricaricare anche lontano dall’ufficio, senza dover cambiare strumento o modalità di accesso ogni volta. Il servizio Plenitude per le flotte consente di utilizzare app e tessera RFID sulla rete del circuito e sulle infrastrutture disponibili attraverso accordi di interoperabilità.

Per il driver, l’app Plenitude On The Road permette di cercare le colonnine sulla mappa e consultarne caratteristiche come potenza, tipologia di presa e indirizzo, oltre a verificarne la disponibilità. Per una flotta aziendale, poter utilizzare più modalità di ricarica diventa quindi importante quanto disporre degli strumenti per ricondurre le diverse sessioni a una gestione ordinata.
Il ruolo del fleet manager si allarga
L’elettrico porta il fleet manager a confrontarsi con temi che fino a pochi anni fa occupavano uno spazio molto più marginale nella gestione del parco auto. Alla scelta dei veicoli si aggiungono l’infrastruttura, la disponibilità dei punti di ricarica, le abitudini dei driver e la gestione dei dati.
È anche per questo che il dialogo tra la funzione fleet e le altre aree aziendali diventa più stretto. L’installazione di colonnine in sede, per esempio, può coinvolgere facility management, acquisti ed energy manager, mentre la rendicontazione delle ricariche interessa direttamente anche l’amministrazione.
Plenitude opera con un modello che integra produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, vendita di energia e soluzioni energetiche e servizi per la mobilità elettrica. Questo permette di leggere la mobilità aziendale all’interno di un quadro più ampio, nel quale flotte ed energia finiscono inevitabilmente per incontrarsi.
Più dati e più strumenti per gestire la flotta
La diffusione delle auto elettriche porta quindi con sé un modo diverso di organizzare la mobilità aziendale. Il driver può alternare ricarica in sede, domestica e pubblica a seconda delle proprie necessità. Il fleet manager, dall’altra parte, deve riuscire a mantenere una visione d’insieme, evitando che la moltiplicazione dei punti di ricarica si traduca in una maggiore complessità amministrativa.

È qui che strumenti digitali e portali di gestione acquistano peso: non soltanto per sapere dove e quanto si ricarica, ma anche per organizzare utenti, veicoli, limiti e centri di costo. Con il servizio dedicato alle flotte, Plenitude mette insieme questi elementi in una proposta rivolta alle aziende che stanno introducendo o ampliando la presenza dei veicoli elettrici nel proprio parco. Per il fleet manager significa avere nuovi aspetti da governare, ma anche dati più dettagliati su cui basare le proprie decisioni.
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